“Proprio in tempi di Coronavirus, è fondamentale fare rete, condividere informazioni e attivarsi per il cambiamento”

Antonio Gaudioso,
Segretario Generale di CittadinanzAttiva

Proprio in tempi di coronavirus, è fondamentale fare rete, condividere informazioni e attivarsi per il cambiamento”. Così Antonio Gaudioso, segretario generale di CittadinanzAttiva, durante un’intervista a VITA, per sottolineare, una volta di più, come in un mondo dove oltre alla comunicazione istituzionale, non sempre di facile accesso e comprensione, circolano fake news e interpretazioni superficiali o inesatte, virali quasi quanto il coronavirus la cui proiezione di contagio abbiamo imparato a conoscere.

 

Ecco che, in soccorso e in supporto alle situazioni di vuoto, può arrivare la società civile, con tutto il proprio portato di responsabilità, di reti e di alleanze, avendo chiaro l’obiettivo che solo uniti si fronteggiano le difficoltà, emergenziali e quotidiane.

 

I cittadini possono svolgere un ruolo attivo, possono essere “produttori di informazione sociale”: l’informazione civica tocca la realtà di tutti i giorni e non riguarda mere impressioni, o suggestioni interpretative di una realtà che, il più delle volte, non c’è proprio o riguarda solo una parte delle comunità. Per questo è importante il loro ruolo e, con questo, il ruolo dei gruppi che fanno cittadinanza attiva organizzata.

 

Si tratta di andare oltre un modello oramai molto, troppo vecchio per cui a mediare sono sempre gli stessi e mediano qualsiasi cosa. Due settimane fa si parlava di Sanremo, oggi con gli stessi toni le stesse persone parlano di coronavirus. Anche l’informazione tradizionale, quando coinvolge soggetti competenti su questo argomento (scienziati, medici), li colloca in ruoli di servizio, ancillari. Credo che l’intermediazione, oggi, debba invece passare primariamente dalle reti civiche. Queste reti hanno dalla loro parte una grande ricchezza: sono a contatto con la realtà.”, prosegue Gaudioso.

 

Un ruolo che può rivelarsi fondamentale per dare il segnale che c’è molto di più nel nostro Paese e, soprattutto, questo Paese reale è enormemente più ricco di coscienza e civismo della rappresentazione che si tenta quotidianamente di spacciare. La banalizzazione, su un tema delicatissimo e cruciale come il coronavirus, è a dir poco imbarazzante. Siamo infatti davanti a due Paesi: uno che produce una falsa realtà e la proietta sull’altro e l’altro che lavora quotidianamente tessendo e ritessendo reti di fiducia e speranza…

 

Cittadinanzattiva ha aperto un portale in costante aggiornamento (cittadinanzattiva.it/approfondimenti/salute/13021-coronavirus-la-guida-di-cittadinanzattiva.html) e ha messo a disposizione tutte le sedi regionali per tutti i cittadini che vogliano ricevere o dare informazioni, attivando anche una mail di riferimento per segnalare truffe e speculazioni (coronavirus@cittadinanzattiva.it), come quella dei finti operatori sanitari che si presentano a domicilio per sottoporre le persone ai tamponi o delle mascherine e gel igienizzanti i cui prezzi sono schizzati alle stelle. Attraverso questo spazio si mettono a sistema informazioni che vengono da fonti certificate, anche per impedire che ci siano fake news e speculazioni di ogni genere sulla pelle dei cittadini, come troppe volte accaduto e come sta accadendo in queste ore. Al servizio di questo obiettivo i medici di medicina generale della FIMMG, i farmacisti di Federfarma e i pediatri della Fimp, e gli altri esperti che stanno fornendo contenuti e una serie di tutorial per aiutare a spiegare ai cittadini cosa sta accadendo e quello di cui ci si deve, o non deve, preoccupare.

 

Assogenerici, in collaborazione con Cittadinanzattiva, ha inoltre lanciato la campagna social “Perché nessuno resti escluso” con l’obiettivo di fornire a tutte le comunità presenti nel nostro Paese informazioni in lingua madre su come evitare comportamenti pericolosi e quindi contribuire allo stop alla diffusione del coronavirus.

La campagna sarà declinata grazie ad un video in 11 lingue – Inglese, Francese, Spagnolo, Portoghese (brasiliano), Rumeno, Arabo, Russo, Filippino, Punjabi (India e Pakistan), Hindi (India), Bengalese) – aventi come copy di accompagnamento “Restiamo a casa, facciamo la nostra parte.” I video riassumeranno le indicazioni essenziali diffuse in questi giorni su come difendersi dall’epidemia: dal lavaggio delle mani, alla distanza di sicurezza ai numeri d’emergenza da chiamare in caso di necessità.

 

È possibile fare ricordo a questo approccio comunicativo per fare attività, in senso lato politica o al servizio della politica, per aggregare interlocutori affidabili ed esperti e cambiare la narrazione quotidiana. E se l’informazione si pone l’obiettivo di cambiare le cose, allora diventa uno straordinario strumento di cittadinanza e di aggregazione. Non solo dei cittadini in quanto tali, ma anche di realtà sociali ed economiche che decidono di intraprendere un percorso in questa direzione proprio perché persuasi del fatto che le cose possano essere cambiate.

 

Dobbiamo darci un sistema comune di interpretazione dei fenomeni, una capacità di accedere a dati e informazioni e, di conseguenza, comunicarle. Tutto questo è possibile se ricuciamo quel tessuto che permette alla società civile di essere davvero civile e attiva. Una cinghia di trasmissione tra istituzioni e comunità. Il meccanismo cui eravamo abituati è saltato, ma per fortuna questa cinghia – la società civile – continua per conto suo. Questo mondo articolatissimo, variegatissimo, ricchissimo permette ancora che, in condizioni davvero drammatiche come quelle odierne, non ci siano centomila persone in piazza che vogliono abbattere le istituzioni, ma che ne siano duecento, trecento, cinquecentomila che con pazienza ricuciono il tessuto sociale e ci stanno aiutando a mettere in condivisione informazioni preziose”, conclude Antonio Gaudioso.